
Mennella, fotografo di origini napoletane, con i suoi scatti racconta una tradizione fatta di persone, storie, attraverso una peculiarità tutta partenopea: quella del soprannome.
Come ha voluto raccontarci lui stesso, a Napoli quasi tutti hanno un soprannome, un nomignolo che per tutta la vita distingue e caratterizza la persona, tanto da diventare una nuova identità, spesso più forte, più reale del nome stesso. Così abbiamo ’a comunista, ’o musicante, ’o maestro letterato, ‘a pizzaiola, e per ogni individuo viene celebrato un nuovo battesimo, al quale l’intera comunità partecipa con trasporto.

Ma da dove nasce il
titolo di questa rassegna?
Mennella attraverso l’obiettivo legge le storie raccontate nel momento della morte, una lunga sequela di necrologi ridipingono le persone viste attraverso gli occhi della gente: storie di saggezza popolare si mescolano ai ricordi, in questo ultimo saluto che tutta la città rende ai suoi abitanti, ai figli che ha battezzato e visto crescere.
In questa mostra, curata da
Sarah Carlet, il fotografo accompagna lo spettatore nei vicoli della città. A ogni nome una storia, sullo sfondo abitazioni,
scorci di vita, piccoli dettagli e poi, in primo piano, l’addio.

Leggendo quei nomi, si ha l’impressione di rivedere i personaggi passeggiare ancora in mezzo alla gente, ognuno di essi assume connotazioni fisiche precise, se ne immaginano le movenze, quei tratti che ci rendono
noi.
Grazie all’iniziativa di Marta Rossato e Wolfango De Spirito, ideatori della Wo-ma'n Gallery, il lavoro di Santiago Faraone Mennella rivive nell’Urbe. E in un contesto accogliente e informale, il tempo dell’arte coincide con quello di una chiacchierata tra amici, un valore aggiunto capace di accrescere la prospettiva de L’ultimo messaggio che, per l’occasione, invaderà anche il tetto e i lavatoi del palazzo.
Santiago Faraone Mennella -L’Ultimo Messaggio
Fino al 30 Luglio 2012
Via Pietro Ruga 24, Roma