Eric Packer, businessman ventottenne multimilionario, esce dal suo ufficio per recarsi dal barbiere a tagliarsi i capelli.
Lo fa nel giorno della visita del Presidente a New York.
E' potente e ricchissimo, Eric, e qualcuno ha minacciato di ucciderlo.
Parte a bordo della sua limousine insonorizzata da cui vede e ha il controllo di tutto.
Controlla tutto, tranne i suoi pensieri. Vari personaggi salgono sulla sua macchina e dialogano con lui. Eric è sull'orlo della follia e la sua mancanza di lucidità lo sta portando alla bancarotta, ossessionato da uno Yen che non fa quello che lui si aspettava.
Nel corso di una lunga notte compierà un viaggio iniziatico dentro la sua coscienza, ucciderà e sarà ucciso, trovando finalmente quella pace che cercava da troppo tempo.
Ho comprato il romanzo di Don De Lillo dopo aver visto il film di David Cronenberg.
Il libro riesce là dove la pellicola fallisce. I pensieri e i dialoghi sulla carta permettono al lettore di fare una pausa e meditare su ciò che ha appena letto. Il nonsense delle discussioni, gli incontri con i vari personaggi, lo strano rapporto con la moglie e gli eventi che si susseguono rapidissimi, rendono perfettamente il senso della vita di uno yuppie spietato.
Corto ma lunghissimo, il libro di De Lillo ci accompagna nell'inferno della mente malata e ossessiva di un essere umano che si crede un dio immortale.
Un libro difficile, che rema contro al lettore, ma che regala anche momenti di profonda riflessione sul mondo moderno, sul capitalismo e sul capitale.
Una lettura non per tutti, ma che piacerà a chi riesce a vedere oltre le parole.
Cosmopolis di Don De Lillo
2006, Einaudi
pp. 180 10,00 Euro